Questa notte

Non so perché scrivo: mi sono inventato tante ragioni
ma erano altri giorni.
Questa notte non posso e non so.
Il narcisismo non basta, la cultura non serve, restano solo i desideri
ma sono contorti e senza parole:
situazione paradossale, ho un bisogno disperato di parole
ed esse si annullano ma mano che nascono.
Cerchi l’armonia che hai sentito una volta
e la insegui per una vita intera…
quando infine ti accorgi di essere solo in tutto questo
può essere normale pensare di lasciare cadere le braccia.
Sono fragile, non lo nascondo, il senso d’inutilità per gente come me
è sempre in agguato.
sono anche un peccatore, l’orgoglio è la mia malattia ed è una malattia grave.
Cosa intendo fare? Niente,
voglio anzi accentuare la separazione tra quello che ritengo di essere
e quello che viene interpretato di me:
non sono buono, non sono disponibile e sono meridionale.
Mi piace esserlo nella misura in cui mi viene rinfacciato esserlo.

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Il grande incantamento

Le donne sono una magia che di volta in volta molti di noi sciupano
accontentandosi di mediocri spettacoli di prestigio:
in verità temiamo il grande incantamento e il senso di perdizione che esso porta con sé.
Così stupriamo invece di amare, limitiamo invece di liberare,
ci comportiamo da maschi e abbiamo solo femmine mentre dovremmo essere uomini
e confrontarci con le donne

Due binari – E’ iniziata in rete il periodo ridicolo della propaganda in attesa del 4 marzo

In questa casa che io chiamo scrittura ho portato quasi tutti i miei pensieri dispersi,
è probabile che per un certo tratto io sia riuscito anche a farvi da guida.
Fino ad un certo punto… poi si corre su due binari
ed è scomodo, signori, scomodo e pericoloso.
Il primo binario si chiama Memoria Storica:
percorrendolo ti vengono incontro le verità rimosse,
le stragi occulte,
gli accordi segreti tra potere istituzionale e mafie,
le morti sospette e anche il curriculum dei voltagabbana mendaci e ridicoli.
Il secondo è privatissimo, si chiama Ricordi
ed è il buco dove ho nascosto la mia memoria, gli amori sbagliati,
le illusioni perdute, la mia infanzia sognante,
i miei anni di piombo col loro carico di vittorie e di sconfitte.

Meridionale

DHiD1DYXcAADoeQNon essere buoni tout court e non essere disponibili

a qualsiasi cosa per partito preso

io non le ritengo qualità negative sic et simpliciter:

sono soltanto modi di essere declinati sinceramente.

In certi casi possono diventare atteggiamenti

non disdicevoli.

In questo dilagante buonismo a gogò penso che

una misura più netta, seria e analitica,

sia utile e non disprezzabile.

Essere meridionali In tale contesto è più che un’aggiunta

un perfetto contrappunto esistenziale

la chiusura del cerchio oserei dire.

Penso a certi uomini di poche parole

ma con uno sguardo attento e indagatore,

a quel tipo di uomini dei quali al di là della sintassi

non sarebbe facile dire.

Giornate della memoria

La storia e gli avvenimenti, anche i più recenti, le marce, i discorsi,
le dichiarazioni accese e gli applausi virtuali…
tutto indica che difendiamo la memoria perchè non ne abbiamo.
L’umanità produce da sempre le ideologie che affermano
che ci sono gli uomini e i non uomini:
il passo seguente è Auschwitz.
Ogni volta che stabiliamo livelli, che difendiamo prerogative,
che diciamo che l’altro è troppo stronzo per vivere
diciamo anche che in fondo può morire.
Ed egli comincia a morire.
Ci sono giornate della memoria che ci fanno dimenticare chi siamo
e COME SIAMO.
Verrà il tempo in cui anche queste giornate scompariranno,
inutili come rottami polverosi;
al loro posto nuovi editti di libertà e furore, di umanità e sangue,
di democratici lager e immemori aguzzini.

Il gioco delle parti

Il condizionamento operato da esigenze di ambiente lavorativo,
familiare o altro
funziona come un freno inibitorio: è un gioco delle parti pirandelliano,
non puoi uscirne se non trovi un’altra parte con nuovi stimoli e nuovi obiettivi
da perseguire.
Quello che è stato prima ci lega, ci rende goffi e, soprattutto, è risaputo
molti di noi vogliono altro da se stessi,
cose che giacciono nascoste dentro da sempre e che un blog può mettere in vetrina. Io non ci trovo nulla di male in tutto ciò.
Il pericolo vero è la metamorfosi,
l’ipertrofia incontrollabile delle nostre facce che ci impedirebbe poi di riunificarle in quello che siamo come unità:
perché siamo UNI e lo sappiamo appena spegniamo il computer.