144 – Muoio ogni volta

Sono un marinaio che ha bruciato tutte e carte nautiche
preso dal folle convincimento che i mari siano tutti uguali
e identiche le rotte che lo attraversano.
Io muoio ogni volta… quello che c’è prima,
tutto il territorio che precede il momento clou è ciò che amo,
la vera spinta ad una penetrazione che, a quel punto,
diventa quasi ineluttabile.
Muoio ogni volta mentre faccio sesso questa è la verità.

143 – Gli altri

Sono ormai troppo ripetitivo,
al di là degli improbabili pregi che possa avere
la mia scrittura,
l’unica cosa che resta di positivo
è l’invito a leggere gli altri blog,
quelli che indico nei vari link dei miei blog.
L’esperienza virtuale infine è solo questo:
conoscenza e comunicazione.

142 – Confrontarsi seriamente

L’ostilità territoriale verso lo straniero
è un forza istintuale potente e una leva demagogica efficace
per giustificare e argomentare a difesa di azioni e progetti osceni
come quelli terroristici di questi ultimi anni.
Ma la soluzione a mio parere non è quella di bruciare un libro di Oriana Fallaci ,
ma di leggerlo attentamente.
Non è quella di dire che ci aspetta un mondo di pace e fratellanza
mentre alcuni dei nostri “fratelli” ci ritengono dei debosciati infedeli
da conquistare al nuovo credo.
La soluzione, l’unica possibile,
è confrontarsi seriamente e senza sudditanze
ognuno brandendo i libri che hanno fatto la nostra civiltà e la nostra storia,
amandoli e studiandoli.

141 – Un filo sottilissimo

Parlerò d’amore e quasi tutte le parole resteranno chiuse in gola
e scuoterò la testa invocando l’unica
che potrebbe dare loro la libertà di volare chiare nel cielo.
E’ solo una questione di fede, come sempre: una scelta d’abbandono predestinato
e fuor di logica.
Dovrei credere che il filo sottilissimo possa ricomporsi.
Che la frattura guarisca, senza segni, senza enfasi alcuna.
Carezzo il velluto della poltrona con una lentezza golosa: ti rivedo al pianoforte
e ti risento,
suoni per me come allora
ma dovrei credere che il filo sottilissimo si sia ricomposto.
Carezzo il dorso dello schienale e in questa stanza non c’è nessun altro
al di fuori di me e del mio ricordo vivo.

140 – Le colonne d’Ercole

Parlerò d’amore anche stasera. Per non sapere fare altro.
Parlandone mi avvicino a stringere quella sensazione,
mi avvicino
e mi fermo sul limitare di un totale dispiegamento.
Oltre non è concesso a nessuno andare,
oltre le colonne d’Ercole c’è l’infinito dramma del non ritorno,
della vita senza un perchè.

138 – Prima e dopo

I blog furono una scoperta e, giuro, li ho vissuti abbastanza bene
per un certo tempo:
poi è accaduto qualcosa che io non ho saputo gestire e sono stato travolto dall’immondizia.
Ma io scrivo per liberarmi da un peso, scrivo perchè è un gesto naturale per me…
se ci pensate anche voi fate lo stesso quando commentate e interloquite con me: liberate il bisogno di comunicare emozioni,
cioè rappresentate lo spirito vero dei Blog.