L’anima

Se manca il cuore non troverò nemmeno l’anima
della comunicazione:
serve una cultura sconosciuta,
è facile scambiare scioccamente la querula leggerezza per disinvolta
eleganza intellettuale.
La blogosfera è morta alla nascita. La musica sopravvive
ma viene da un altro pianeta,
quello in cui si tessono le tele del mondo e si guarda l’avvicendarsi di stagioni già pronte.

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Il sentiero segreto

C’è un sentiero segreto che porta ad un’altura,
una specie di poggio elevato e solitario:
arrivato là mi fermo a guardare e mi commuovo,
sì questa è la sensazione evidente.
Tutto quello spazio immenso davanti a me mi fa sentire piccolo ma ricco.
Per quei cieli passano sereni i volti e i cuori di quello che ho amato di più nella mia vita.
Sono tutti lì, non se ne sono mai andati,
mi rappresentano ed io con loro sono ancora vivo.
Non ho più la forza di correre incontro a loro, sarà il pudore,
un certo innato scetticismo che lotta ogni giorno con il senso romantico e idealista della mia vita,
ma preferisco osservarli da qui.
Mi sembra di sciuparli di meno i miei sogni, di coglierne il profumo vero,
quello che nessuno potrà mai descrivere o inficiare.

i commenti

Per distrarmi veramente dovrei eliminare la moderazione!
Aria nuova e questioni vecchissime, sempre le stesse,
potrei, oltre un certo limite, considerarle astrazioni anch’esse,
di altra natura ma pur sempre metafisica dell’ignoranza, della maleducazione,
della superficialità ma anche della contrapposizione ideologica,
della complessità storica e sociale da cui nasce un’opinione.
Metafisica “spicciola” dell’animale che domina il mondo, l’uomo.
D’accordo libererò i commenti,
ma io spero nell’astrazione, quella in cui la vita, l’amore, il senso,
l’armonia, la poesia
e una certa lodevole indifferenza al mondo reale
permettono di sopravvivere al grigio che avanza.

La mia amnesia

Io ho dimenticato una gran quantità di cose e ne ho coscienza,
quello che mi è rimasto, ciò che io definisco la mia cultura,
non è altro che la summa concentrata di questa amnesia
e il desiderio di riappropriarmi delle mie antiche nozioni.
Se oltrepasso questo punto, se perdo tale consapevolezza
la mia cultura si trasforma in una malattia e in un peso per chiunque mi sta attorno;
Il Blog è una parte di me, un’esposizione della mia cultura, delle fibre con cui sono stato costruito, quindi
è piena di piacevoli sciocchezze.

Continuerò

Continuerò a scrivere, non faccio nessuna fatica:
incredibilmente sono tornato ai miei anni giovanili,
quelli del flusso inarrestabile e sfrontato,
continuerò a scrivere anche riscrivendo, continuerò a scrivere
rileggendo poichè la lettura è scrittura, continuerò a fare ciò che voglio come voglio
e quando voglio.

Totem

Ho finalmente guardato dal ciglio del mio territorio
ed ho scoperto che è senza confini
e che è mio solo per uno scherzo ludico: è nostro!
Di tutti e di nessuno.
I totem del nostro pensiero politico, sociale, culturale, i piccoli grandi segni delle nostre consuetudini giornaliere,
i nostri amatissimi tic e le parole, infine, le nostre note personali e inconfondibili….
confuse anch’esse.