About

Non credo alle presentazioni virtuali. credo a quel che si recepisce dalla lettura dei post.
Spesso in questi anni è accaduto che io fossi accusato di cose che avevo cercato di spiegare all’interno del blog stesso. Ripeto qui dunque che i post sono tutti (salvo dove espressamente indicato) scritti nel passato: è tutto materiale scritto da me in rete negli ultimi 6 anni e viene pubblicato in automatico!
In pratica un concentrato di virtualità allo stato puro, voluto però perchè io so di essere di essere diverso dall’uomo rabbioso che esce fuori dalle risposte a certi commenti. Io so di essere un’altra cosa, qualcosa che traspare di tanto in tanto dalle mie righe e che si trasforma, imbruttendosi, man mano che le discussioni avanzano! Non ho altra scelta quindi che restare in disparte e lasciar parlare solo quel che scrivo: la mia blogosfera è ormai questa e non mi sembra però una condanna definitiva, per me ciò che conta sono altre cose.

Questo blog è il mio diario virtuale, una testimonianza del mio modo di essere, solo questo. Nessun vezzo, nessuna piaggeria, nessun equivoco, solo quello che ho scritto dalla data del primo post in poi; per me è una liberazione agognata, dopo anni di contese e inutili discussioni e insulti, di imprevisti e non voluti equivoci preferisco essere ricordato per queste righe e nient’altro. Non ho più voglia di blogosfera nè di discussioni inutili con il loro codazzo di equivoci. A chi dovesse passare da qui deve bastare la mia scrittura perchè dentro ci sono io e non c’è altro da sapere. Lascio la possibilità di commentare ma in dieci anni sarà capitato un paio di volte un commento centrato e in tema sul post:  non cambierà mai. Sinceramente mi avete stancato!
Avrò scritto almeno una decina di profili personali, Uno per ogni blog, per ogni pseudovita, uno per ogni tentativo: Sono tornato qui perchè non ho altro posto dove andare.

Scrivo e basta: Non copio! Non l’ho fatto mai ma non riesco più a recuperare il meccanismo delle relazioni. Il risultato è questo, ma se mi leggete vivo un po’ di più.

 

Se avessi il coraggio, vero, unico e disperato di lasciare solo un blog. Scarno senza nessun altro obiettivo che quello di liberare l’angoscia terribile che mi divora da anni. Se avessi la dignità totale di non tener conto delle differenze caratteriali, culturali anagrafiche di ciascuno di voi e riuscissi finalmente ad essere soddisfatto di me. Se fossi diverso da come sono ora e uguale a come ero 10 anni fa prima di entrare in rete allora sì che riuscirei a lasciare in rete un segno della mia anima: senza secondi fini, senza passato nè futuro, senza nient’altro che un sogno sospeso dentro l’aria. Che è di tutti e quindi di nessuno.
Se riuscissi a fare una cosa così, un luogo senza dinamiche formali, senza commento e rispondo, senza galateo ma pieno di educazione silenziosa, un blog manifesto che non preveda e non chieda altro che lettura e tutt’al più un segno come – ciao- ho letto- che speranza avrebbe di sopravvivere?…
Lì i testi ci sono tutti interi, lì io sono veramente e finalmente nudo.
Come quando si nasce. O si muore.

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10 thoughts on “About

  1. Ciao: ho letto.
    Ognuno di noi scrive per se stesso.
    Prima della blogosfera, lo facevamo sui quaderni ed eravamo più sinceri, perché solo noi stessi leggevamo i nostri scritti, o, perlomeno, lo facevo io.
    Scrivo in un blog da meno di tre anni, ho imparato da sola ad usare un computer. Cerco di essere sempre sincera e me stessa, so di essere letta da altri, altri che non mi conoscono e ai quali potrei raccontare panzane, ma ci sono anche quelli che mi conoscono bene e ai quali devo il rispetto di restare sempre ciò che sono.
    Ovvio che molte cose taccio, ovvio che peso ogni parola, prima di scrivere, almeno cerco di farlo.
    Anche per me contano altre cose che, nella vita, sono più importanti, ma son curiosa e mi piace conoscere, apprendere, riflettere.
    Ti ringrazio per la visita e ti auguro una piacevole serata.
    Neda.

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    • Meno male siamo passati al tu ma la colpa è stata in parte mia.
      Su alcune cose fondamentali del web e del modo di presentarsi in rete abbiamo un’opinione simile, sul modo di attuarla invece siamo su posizioni lontane. Capita, ma la tua è senzaltro più produttiva. Io non mi sono mai posto il problema di chi conosce dal vero e comunque sono nella vita come scrivo ( a proposito se vuoi leggere i testi per intero permettimi di indicarti un altro link https://frammentidotme.wordpress.com/
      Prima su molte cose tacevo, smussavo e glissavo, non volevo dispiacere i miei interlocutori: è assolutamente sbagliato! A mio parere si deve civilmente scrivere della propria idea e il resto…è resto. Questo non significa leggerezza e superficialità nello scrivere anzi significa rispetto per se stessi e per gli altri. Ma sui blog non ha cittadinanza questo mi ha insegnato la mia esperienza qui. Ciao e grazie a te.

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      • Ti ringrazio (non mi ero accorta di essere passata al tu, ma vedo che non ti dispiace).
        Non posso dimenticare che ho fra i lettori mia figlia e una mia carissima nipote (figlia di mio cognato) con i suoi tre figli: è per loro, che mi conoscono bene, che peso ogni parola che scrivo.
        Scrivo quello che penso e argomenti che conosco, piccole cose senza pretese.
        Non mi aspetto nulla, perciò non sarò mai delusa.
        Ho incontrato blog interessanti, altri meno, non ricambio tutti quelli che si iscrivono, frequento blog che non mi ricambiano, ma che trovo interessanti, non pretendo che ciò che scrivo interessi tutti, mi diverto, a volte, a buttare qualche sasso in uno stagno e poi sto a vedere che accade.
        Sono lombarda, mantovana di nascita, bresciana di adozione, vivo il mio settantesimo anno di vita. Ho pochi rimpianti, uno dei quali di non aver mai potuto visitare la tua bella Isola.
        Mi piace Camilleri e anche la cassata.
        Ti auguro una bella serata.

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      • Sai Neda io credo che il Lei sarebbe più indicato perché in fondo siamo dei perfetti sconosciuti in rete ma se lo uso darei l’impressione di una persona altezzosa. Non è così, quindi restiamo sulla terza singolare che l’esclusività si valuta se è il caso da ben altre cose. Lo stesso vale per la qualità . Siamo diversi ma non è un male; è difficile per chi ha passeggiato tra palazzo d’Arco e piazza Sordello immaginare che il suo interlocutore nulla sappia di piazza Politeama o di via Etnea. Ma io sono stato un ragazzo fortunato….Vedi Camilleri è diverso se lo leggi sulla spiaggia di punta secca o per le strade di Scicli o Ibla. La letteratura assorbe gli umori dei luoghi… Prova a leggere Pavese camminando tra le brume delle Langhe. La scrittura proietta la geografia e viceversa. Buona serata anche a te.

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      • Ho letto molto e ancora molto leggo. Ho cercato, nei miei viaggi giovanili (ora non viaggio più) i luoghi delle mie letture, sia in Italia che all’estero, per quel poco che ho potuto vedere. Molto ho immaginato.
        Camilleri mi piace per quella sua scrittura che non è dialetto vero, ma una lingua a sé e per l’arguzia e per il saper dire, in due parole, un intero pensiero.
        Di Pavese ho ricordi giovanili, di libri letti quasi di nascosto, come Moravia o Lawrence e Wilde.

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      • Immaginare è una buona cosa. Io mi sono permesso di fare quel paio di esempi perchè erano collegati a un fatto letterario abbastanza noto. Camilleri non piace a tutti, nemeno a tutti i siciliani ma tutti si riconoscono nell’ humus dei suoi testi e nei mille piccoli particolari che fanno Sicilia già dopo il primo rigo. E’ l’ambiente, la luce, sono i personaggi secondari quelli che hanno fatto la sua fortuna. Continua a leggere e ringiovanisci.

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      • Ricordo il primo libro che ho letto di Camilleri, mia figlia era alle medie lo volle leggere anche lei, era “Un mese con Montalbano”.
        Ricordo le mie risate a notte fonda, a letto e mio marito che si svegliava e mi guardava come se fossi matta.
        Ricordo mia figlia che a furia di ridere cadde dal divano e ricordo anche quanto fu scandalizzato il suo profe di italiano venuto a conoscenza delle letture che lasciavo fare a mia figlia: all’epoca Camilleri non era considerato un “letterato”. Del resto pensava male anche di “Mistero buffo” di Fo.

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      • P.S.
        Mi sono iscritta anche ai tuoi altri blog (Nexus mi ha ricordato Henry Miller, poi mi sono ricordata che anche il mio cellulare è un nexus). Mi piace il taglio pulito che hai dato ai blog e le immagini eleganti, almeno per il poco che ho visto: la coppia di levrieri di Piero della Francesca (l’affresco è in una stanzetta del Duomo Malatestiano di Rimini, l’ho visto tanti anni fa).
        Leggerò con calma i tuoi post, non sempre commenterò, a volte non si ha nulla da dire.

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      • Grazie, non immaginavo che un semplice banale commento producesse questo effetto: mi imbarazza. Nexus però è una storia vera ed è piena di nudi…E di gatti. Leggi se ti fa piacere, prima o poi ti stancherai. Spesso è così. Grazie comunque.

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