35 – Prove d’orchestra

Il vetro opaco che divide il mio mondo dalla immaginazione che chiunque di voi, senza colpe, se ne è fatto, rimarrà la dove è sempre stato,
la responsabilità terribile di raccontarvi volute bugie o più che dignitose
mezze verità
ricadrà esclusivamente su di me:
non vi dirò dove e se c’è il trucco, non vi chiederò nulla ma pretenderò molto. Quando le prove d’orchestra saranno terminate,
nessuno di noi riterrà queste questioni importanti.
Volgeremo tutti il volto verso l’origine della musica e sorrideremo finalmente riconoscendoci dentro il suo divenire.

34 – Una data e un volto

Dentro questi anni in rete c’è una linea di demarcazione netta,
porta una data e un volto:
dopo di allora niente è stato più uguale qui per me.
Io non mi aspetto niente di particolare dalla blogosfera, purtroppo,
la rete ha dei limiti enormi,
saperli identificare è essenziale ai fini di un corretto uso di essa.
Ma non tutto è da scartare ne converrete: comunicare è possibile,
crederci spesso è diventata una fede arbitraria
ma rinunciarvi significa morire.

33 – Puntuale la sera

Quando arriva puntuale la sera io sfioro le superfici dei miei pensieri ad occhi chiusi per riconoscerli al tatto,
per sentirli fluire,
riconoscermi in essi e capire dove li ho traditi;
non esiste palcoscenico adeguato a questo dietro le quinte,
solo sussurri che giungono deformati dall’attesa e dal bisogno.
Non vi serve, non mi aiuta, non fa scrivere.

32 – La mia parte di luce

Nessuno riuscirà a immiserire queste pagine e il loro autore,
non perchè egli meriti più degli altri
ma solo perchè custodisce la propria piccola parte di luce che altri hanno buttato via.
Se scrivo vi amo, se vi rispondo cambio le note in cacofonia,
se vi leggo cresciamo, se accetto il confronto ci sviliamo tutti.

31 – Dietro il blog

Al di qua del blog che voi leggete c’è un mondo che lascia di sè soltanto un riflesso lontanissimo di me e di voi;
solo la musica che siede in un angolo della stanza quando si alza maestosa
può regalare almeno un’idea di quanto è accaduto qua dentro.
Ma molti di voi non l’ascoltano e non sapranno mai dove è andato a riposare per sempre
il pensiero di me che scrivo.

30 – Giulia

Quella sera sei tornata a casa con me, gioco aperto e, incredibilmente, mi sono comportato con gradevole simpatia,
nemmeno una parola fuori posto o un gesto di troppo;
quando un attimo prima di entrare nel portone mi hai baciato sulla guancia e mi hai sorriso ero ormai finito.
Stasera è la stessa cosa ma non devo guardarti in viso:
– Non durerà! –
è la frase scritta dentro i tuoi occhi un attimo dopo il rush finale.
Non è vero, non importa, ci siamo ci siamo stati, quell’amore è nostro,
solo nostro Giulia,
l’universo stanotte ci ha già portato via.