20 – Passioni

Ho sempre avuto un’infinita passione per la dolcezza nascosta dentro ognuno di noi,
un anelito verso la luce:
la cultura non dovrebbe essere altro che l’opera continua
per farle prevalere sul niente grigio che ci circonda.

18 – Trent’anni dopo

– A sud verso Ortigia, Trent’anni dopo –
C’è sempre un cammino privato anche in un atto pubblico come quello di pubblicare uno scritto in rete.
Io ero là, su quella banchina quella sera quell’anno, il desiderio di completezza, di riunirsi alla propria intimità era una musica che suonava dentro, io la percepivo bene ma dirlo fuori era improponibile…anche adesso mi appare difficile.
Il pensiero di quella sera se ne andò verso sud: credeva di trovare il suo ultimo approdo là dove aveva sognato una vita diversa per l’ultima volta.
Trovò solo altro mare e un piccolo gruppo di amici a salutarlo per il suo prossimo viaggio.
Aleggia da quelle parti, mi aspetta lì, sa che arriverò e ce ne andremo assieme, io lui e i nostri sogni,
così come siamo nati.

17- In certe sere

Ho conservato i sogni. Tutti!
Una parte traspaiono qui, altri sono nascosti per bene dalla furia cieca e mediocre di questi ultimi anni.
Mi sembra in sere come questa di aver dato tutto ciò di cui ero capace…davvero, di non aver altro da scrivere più di quello che ho sciolto su questa tastiera; sarà per questo che mi diletto a ornare, ricostruire gli altri blog,
un gesto contro l’accidia del tempo.

16 -Il mio modo

Non tocca certamente a me giudicare il MIO MODO di scrivere, quello che voglio è farmi capire dentro, essere capito, depositare dentro la vostra testa l’emozione che mi ha fatto scrivere;
la mia liberazione e l’unico senso possibile della mia esperienza in rete
sta tutta lì.

14 – I Vicere

Ho negato per quarant’anni che la frase di un illustre meridionale avesse un qualche significato storico o sociale:
“ Ora che l’Italia è fatta, dobbiamo fare gli affari nostri…”
Lo scrisse De Roberto nel romanzo i Vicerè, mettendola in bocca a un notabile siciliano nel periodo che immediatamente seguì all’annessione al Piemonte.
Quella frase rimbomba feroce dentro di me, rimbalza sul mio sentirmi cittadino italiano, scivola sulla mia cultura e contraddice i miei ideali in qualcosa di più grande di una città o di una regione