93 – Sensualità scritta

Esiste una sensualità nel proporsi per scritto
che non ha nulla da invidiare
a quella che vive nelle pieghe della carne,
una febbre oscura e improvvisa che non viene dalle propaggini di un letto;
io non ho intenzione di negarla e, se la incontro, riconoscendola mi abbandono a lei
con sconsiderata fede.

92 – Senza alternative

Questa maledetta ragione e, appresso ad essa, l’autoanalisi e le elucubrazioni conseguenti mi hanno personalmente ridotto
ad un fantasma senza colore, un essere che grida a bocca aperta
e annega rifiutandosi di nuotare.
Da un certo punto in poi non c’è ritorno, almeno non c’è alternativa esistenziale:
devi accontentarti, se ce la fai, di scappatoie filosofiche,
ectoplasmi del tuo pensiero in forma di deja-vu che fanno
più male del presente.

91 – In volo

Ho trascorso la mia vita litigando continuamente col mio pilota automatico.
Ho anche preso una licenza di volo
e l’ho sbandierata come viatico per una rotta sicura e felice
mentre il pilota automatico si faceva beffe di me…
adesso mi guarda con un ghigno a braccia conserte.
L’aereo vola in apparente calma, niente e nessuno sembra poter interferire sul viaggio, ma se guardo fuori dai finestrini di questo Blog
il paesaggio è quello di rovine a perdita d’occhio.
Anche volendo riaffidare il comando alla parte più libera e selvaggia di me potrei al massimo trovare una piccola radura tra i sassi,
atterrarci,
accendere un fuoco e guardarmi attorno per scoprire da dove arriverà la fine.

90 – La luna affacciata sul mare

L’altra sera ho pensato, guardando la luna affacciata sul mare, che l’amore per me era ed è sempre stato
l’eco della mia solitudine dinanzi alle cose che amo.
Il desiderio perennemente insoddisfatto di condividere la poesia della vita in tutte le sue manifestazioni con un’altra da me.
Pensai che il blog sarebbe stato utile a questo:
la testa fuori e le mani alzate per continuare a rincorrere i sogni,
per non sfogliare le pagine da solo.

88 – Un’estate infinita

Guardando fuori da qui verso il golfo aperto della mia città
la cosa che mi viene più facile da pensare è un’estate infinita,
stile vecchi tempi.
Dilatata e sensuale ma lenta, lentissima, piena di me e della mia vita,
dei miei segni e dei miei stupidi assiomi.
E’ esattamente ciò che voglio, l’unica cosa che comprendo.
Non è amore, è l’orgasmo che viene dopo
e che nessuno vuole gestire perchè è meno romantico.

87 – Il nostro mezzo

Comunicare e goderne, questo è il mezzo che abbiamo fra le mani.
Non siamo tutti uguali e non abbiamo eguale talento,
ciò non significa appiattirsi verso il basso ma semmai il contrario.
Cose come quelle che leggete: sono la mia verità?
Sì lo sono e possono essere tenute in mano LIBERAMENTE.
Non rappresentano dogmi intoccabili, esprimono solo il mio desiderio di restare, il bisogno di non morire all’oblio delle emozioni e dei sentimenti che mi hanno sorretto nella mia vita.
Sono la mia testimonianza, curata, levigata…amata. Io veramente non ho altro
e non so scrivere di altro.