About

Le presentazioni virtuali che in questi anni ho letto in rete
sono in gran parte ridicole:
assiomi falsi e immaginari, ipocrisie con la presunzione di un ritratto fedele.
Io sono quel che scrivo,
il resto potete immaginarlo se volete e se la mia scrittura sarà adeguata
ma non vi dirò mai che la realtà è esattamente quella che voi credete.
La rete è proiettata verso i testi liofilizzati, massimo tre righe,
oltre non legge nessuno.
Io qui ho esagerato tendendo alle dieci righe e più.
Piccoli segreti smentisce quello che alcuni di voi pensano del sottoscritto,
non ha alcun interesse ad essere letto!
Il contrario semmai ma essere letto si trova al terzo posto nella mia graduatoria di blogger:
al primo posto c’è la sincerità dell’argomento, al secondo la coscienza di aver scritto come meglio potevo.

Pubblico più di quattrocento post, generalmente brevi ma spero in sé conclusi e comprensibili.
Nel frattempo io torno libero e anonimo, la mia stagione qui è finita.
Non so dire se e come riprenderà ma mi sembra difficile che io riesca a ricucire
lo strappo prodottosi dentro me negli ultimi anni

Enzo

Annunci

Islam

La società islamica
(diffusa ampiamente in vaste regioni del pianeta)
è sovrapposta al dettato religioso,
ne è palesemente una fisiologica emanazione;
lo dicono i fatti, la storia, i numeri,
il fatto che dovunque ci sia una comunità islamica si ripetono
sempre le stesse dinamiche.
Gli stati islamici sono TEOCRATICI signori miei, basta leggere con un minimo d’attenzione
le cronache degli ultimi decenni.
Gli stati occidentali lottano da secoli contro questo concetto
avendo come obiettivo la creazione di una società e di leggi
che abbiano alla base il principio opposto: la laicità.
Se non si comprende questo concetto qualsiasi discussione è falsata nel fondo.
Le valutazioni che tendono ad escludere la radice religiosa
da certi atteggiamenti
significano a mio parere che il lavaggio del cervello e la comodità ideologica
che fa riferimento ad un certo trend ormai avviato,
hanno ottenuto il loro scopo:
l’slam che è molto più semplice e aggressivo ideologicamente,
ci sta conquistando e non trova resistenze nemmeno in quelli
che, maschi o femmine, dal suo propagarsi
ne riceveranno i maggiori danni.

La mia identità

teatro antico di taorminaSe mi perdo, se muto la mia identità,
se mi svendo per qualsiasi motivo lo faccio,
a qualsiasi obiettivo io possa tendere,
sono certo che non produrrò niente di buono, niente di MIO,
niente che abbia senso per me.
In verità devo arrendermi all’evidenza, il mio sogno di parlare con tutti,
di comunicare con tutti,
di interagire con quello che era lontano mille miglia dal mio mondo
senza subirne colpi pesanti,
quel sogno si è ridimensionato qui in rete,
nel luogo che concettualmente sembra il più adatto invece a nutrirlo.
Sta diventando sempre più difficile tutto:
I COMMENTI e le teorie interpretative da cui scaturiscono
sono sempre più spesso “fantasiose”.
Le relazioni virtuali che nascono dalle cose che scrivo
arrivano a distanze stellari dalle loro premesse!
O sono false quest’ultime o c’è qualcosa di intimamente errato
nelle loro dinamiche.

Lettori fissi

Non sono tra i lettori fissi di nessuno di voi
Ma ho seguito negli anni più di un centinaio di voi.
Non sono niente che somigli ad un blogger che abbia cura
di sè.
Non riesco ad assimilarmi e sono obbiettivamente difficile da seguire
se non impossibile
con la pletora di blog farciti di testi così confusi tra loro da non poter più essere corretti.
Voglio essere letto? Non lo so più, non nel modo che vedo trova spazio tra molti di voi.
Non trovo quasi mai niente da commentare, perdonatemi ma è così per me.
Sarebbe così bello che ognuno di noi si sentisse sfiorato dalla lettura degli altri
così come un alito di vento pulito
senza bisogno di complimenti o questioni.
Una selezione naturale e severa su ciò che c’è da dire e cosa invece no.
Sarebbe magnifico, basterebbe uno sguardo di comprensione
senza la questua continua del commentino per dire -ci sono, leggimi, esisto-
Forse aveva ragione lei quando mi rispose- tu qui non esisti!.
Non sono tra i lettori fissi di nessuno di voi.

Palermo, un anno in più

Stasera sono arrivato nella città dove sono nato verso sera:
dovevate esserci.
Palermo tagliata da una luce di sbieco era perfetta!
Le cupole delle chiese illuminate dall’oro del sole che tramontava,
le ville liberty e il mare come seta grigia distesa sul golfo,
ogni cosa al suo posto ed io con loro.
Senza se e senza ma, senza rimpianti e con qualche malinconia,
leggera però come la soddisfazione di esserci e di pensarmi qui
dopo altre vite trascorse altrove.
Ho visto girare il sole sul cortile della mia vita e non mi è piaciuto:
ma la luce di questo tramonto placido riesce ancora ad inebriarmi
Una vera cittadinanza però non riesco a trovarla
o, forse, non mi basta questa isolana.
I siciliani stanno aggrappati orgogliosamente alle loro coste
ma guardano fuori in un impossibile desiderio di comunione.
Oggi mi deve bastare il mio riflesso sulla vetrina del negozio in via Libertà:
a lui confesso la mia incredulità,
li ho compiuti davvero!
E’ bastato distrarsi un attimo, una piccola svista
e l’anno in più è già quie io non sono preparato.
Non lo sono stato mai.

Catania

Uscirò da quella porta, mi metterò anche io dentro la mia scatoletta con le ruote, starnazzerò come gli altri omini…
meglio di loro
e scenderò verso il centro.
Voglio vivere, oggi, voglio sentire l’umanità strusciarmi vicino
lungo Via Etnea,
voglio vedere se la gente si accorge di me,
se capirà di incrociare nei suoi passi un vero superstite,
uno degli ultimi esemplari rimasti di amante degli amori impossibili.
Questa città, in fondo, è famosa nell’isola per la forza e la varietà degli amori
e degli amanti appassionati che la popolano.
C’è una lunga e radicata tradizione sociale e letteraria
col suo marchio di fabbrica,
con le sue passioni assolute e quasi febbricitanti
e mille sguardi di fuoco che sciabolano tra la villa e Via Umberto,
occhiate che troncano il respiro e fanno bollire il sangue.
Ci sono ancora molti cittadini “ruspanti”,
maschi con i baffi e femmine con le tette
che amano recitare tutte le parti della tragedia amorosa
e sanno fingere di non conoscerne l’epilogo.

Dinosauri

Ricordare bene e con attenzione perchè il tempo trascorso è tale e tanto
da sfidare le capacità della mia mente a non farsi travolgere
dai miraggi e dalle illusioni.
Questa stanza e questa città sono tutt’altra cosa
dalla storia che voglio raccontare,
sono la valle solitaria e lontana dove lascerò le mie ossa,
il cimitero dove finiscono i dinosauri come me
orgogliosi fino in fondo della loro inevitabile immanenza.
Palermo fu altra cosa e mi bastonò per bene.
Catania mi guarda impassibile,
forse vuole benevolmente evitare d’uccidere un uomo morto.
Comunque e dovunque io sono sempre stato invischiato in cento problemi ,
legato fino in fondo ai miei errori , alle mie debolezze ,
alle vittorie effimere colpevolmente scambiate per trionfi dorati.
E finalmente capisco dove sono giunto stasera e perchè la sensazione del tempo
ora ha questo sapore speciale:
sono alla prima stazione dell’inventario della mia esistenza.
Per qualche tempo il treno si fermerà qui, non so quando ripartirà
ma in fondo non mi dispiace.