Omologazione non richiesta

I testi frammentati che trovate qui vengono quasi tutti dai post originali scritti negli anni sul mio primo blog Omologazione non richiesta. I contatti tra le due principali piattaforme per bloggin sono farraginosi e a volte impossibili. Con questa scusa li ho riportati anche su WordPress. Buona lettura.

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Terra promessa

Photo W. Eugene SmithDei giorni prima del 15 ottobre 1960 non possiedo che ricordi sfilacciati,
vaghezze con alcuni lampi fortissimi in mezzo ad una nebbia senza confini.
Il fortissimo trauma cranico di quel pomeriggio lontano giocando con i ragazzini
in un oratorio del centro, si è portato via tutto o quasi.
La mia vita ricomincia il giorno dopo in una corsia d’ospedale:
apro gli occhi e sento di avere la testa fasciata e di percepire un ronzio diffuso,
il viso di mio padre e mia madre è la terra promessa.
Prima viveva un altro Enzo ma se n’è andato giocando in un cortile di Milano:
di quel bambino mi son rimaste alcune cose isolate:
la gioia per alcuni palloncini in via Dante a Milano
il colore del vecchio mobile nella casa della nonna nell’antico paese siciliano,
l’odore penetrante di stallatico del carretto su cui in estate attraversai
la Val di Mazara…
Il senso del mare una mattina quando scoprii le orme dei gabbiani sulla spiaggia
e il sole era già alto.
Il rumore del vento dolce dall’Africa fra le colonne doriche.
Quell’Enzo non ha altra memoria di sé.

Scie di comete

2Enzo è qui dietro i tasti, una laurea in medicina
e un’altra vita 2000 chilometri più a sud.
A chi mi chiede e si chiede se ho mai la tentazione di rivedere certe moviole,
se ne valga la pena
non posso dare una risposta sicura,
il tempo ci trasfigura e le lunghe assenze sono un colpo al cuore:
una mano regala piacere e commozione,
l’altra ci sega via una fetta di vita e di illusioni.
Gli altri amici che, come me hanno, la fortuna di risiedere oltre lo stretto,
godono di consuetudini che annullano i “colpi al cuore” prima descritti.
Da fuori sembriamo solo più o meno invecchiati.
Siamo altro?
Vito direbbe : “Mah”.Palma sarebbe sicura che sì, c’è dell’altro.
Cinzia direbbe che siamo fermi come scemi a 20 anni.
Io dico che siamo scie di comete…una traccia la lasciamo sempre in questo cielo. Spero ce ne sia un altro,
un altro dove Tizzy sia ancora disposta a baciarmi e a insegnarmi a scrivere.
Chi può dire cosa siamo veramente,
quanto sia rimasto dei nostri cuori, delle nostre sorprese?
Questo viaggio non vi darà nessuna certezza…
la vita in fondo è una magia.

Un bacio pieno d’aria

Era il primo anno di liceo classico
quando una ragazza mi rivelò il mistero del parlare e dello scrivere:
io le dissi ti amo,
lei si avvicinò e si mise un po’ di sbieco
affinché potessi ammirare la lunghezza delle sue ciglia
e mi rispose:
“Scrivilo, non dirmelo perché lo dimenticherai, scrivilo con un bacio.”
Ho parlato con migliaia di persone ed erano tutte chiacchiere importanti,
l’unico ricordo che conservo di esse è un’eco lontana.
Scrivo da quel pomeriggio in cui Enzo scrisse a Tiziana con un bacio
lento e pieno d’aria
che era innamorato di lei.
Così Tizzy c’è ancora, con la gonna a quadri e lo spillone dorato e la camicia chiara sopra il seno ansimante.
C’è perché ne ho scritto.
Allora come adesso, scrivo per pesare di più sulla bilancia
della vita
o per continuare a crederlo.
Ognuno di voi ha la sua ricetta e relativa posologia dentro la tastiera…
miliardi di battiti e di baci, un firmamento di astri luminosi
che contengono le nostre vite, che continueranno a riflettere sulla terra
anche quando i proprietari saranno volati via.