About

Le presentazioni virtuali che in questi anni ho letto in rete
sono in gran parte ridicole:
assiomi falsi e immaginari, ipocrisie con la presunzione di un ritratto fedele.
Io sono quel che scrivo,
il resto potete immaginarlo se volete e se la mia scrittura sarà adeguata
ma non vi dirò mai che la realtà è esattamente quella che voi credete.
La rete è proiettata verso i testi liofilizzati, massimo tre righe,
oltre non legge nessuno.
Io qui ho esagerato tendendo alle dieci righe e più.
Piccoli segreti smentisce quello che alcuni di voi pensano del sottoscritto,
non ha alcun interesse ad essere letto!
Il contrario semmai ma essere letto si trova al terzo posto nella mia graduatoria di blogger:
al primo posto c’è la sincerità dell’argomento, al secondo la coscienza di aver scritto come meglio potevo.

Pubblico più di quattrocento post, generalmente brevi ma spero in sé conclusi e comprensibili.
Nel frattempo io torno libero e anonimo, la mia stagione qui è finita.
Non so dire se e come riprenderà ma mi sembra difficile che io riesca a ricucire
lo strappo prodottosi dentro me negli ultimi anni

Enzo

Lavoro finito

Ho appena fatto click per pubblicare l’ultima immagine di questo blog: lavoro finito.
Io sono Enzo, Enzo Rasi.
Dentro il mio nick c’è il mio vero nome, dentro quello che scrivo la mia anima
e voi l’avete spesso ignorata.
Forse lo avete fatto semplicemente perchè io non rispondo ai vostri canoni
e sono inadeguato alla tendenza virtuale del periodo.
Ebbene sì sono inadeguato e digerisco male i compromessi,
eppure ne ho dovuti fare molti anch’io.
Adesso però questa storia è finita, io facevo blog così,
ora ho smesso, non mi interessa più,
non nel senso che vedo interessa a molti di voi;
mi interessavano altre cose e non le ho trovate. Ero un solitario, sono rimasto tale.
Io sono dentro le cose che scrivo perchè esse sono sincere,
raccontano la mia vita e i mei sogni
ma quasi nessuno di voi in dieci anni ha mai commentato sull’argomento proposto,
mi dispiace dirvelo ma è un difetto trasversale
e copre sia lo zotico grezzo che il saccente intellettuale del web.
Ero entrato in rete solo per liberare il mio mondo di scrittura,
era la mia unica oasi, Adesso può vivere solo così.
I post frammentati sono tutti qui dopo questo,
se ne avete voglia li potete leggere sfogliando il blog a ritroso.
Questo è un addio.

L’uomo che scrive stasera

tumblr_p959hnC7E61uhbv0ao1_1280Non esistono vere novità oltre il limite temporale dell’adolescenza,
soltanto versioni rivedute e corrette di affermazioni sbilenche
che non riescono più a trovare un senso e lo cercano convulsamente…
sino allo sfinimento.
Il sud e i suoi magici cieli erano già dentro di me, lo erano dalla mia infanzia, ho continuato in fondo la ricerca
che mi competeva e l’ho fatto in un’isola.
Il mare ha cullato i miei sogni di ragazzo, li ha fatti crescere e mi ha insegnato a guardarli con feroce tenerezza.
L’uomo che scrive stasera a margine di un ennesimo nuovo anno non è così diverso dal bambino che uscì secoli fa da una scuola milanese, ha soltanto meno illusioni.

Cosi’ è se vi pare

Io non sono infrequentabile,
sono di difficile frequentazione per motivi esclusivamente culturali
e ideologici.
Nel web o suoni le stesse note di chi frequenti adeguandoti al cinquettio
continuo oppure vieni isolato! Ciò provoca conseguenze ancora più difficili da gestire; infine per me che volevo scrivere in pace non c’è piu spazio.
Io la vedo così da almeno 10 anni.

Il già scritto

blogchat chat blog fine di tuttoDo per scontate così tante cose! Passo anni a capovolgere
le prospettive,
poi vengo regolarmente smentito dall’evidenza.
Voi non sapete dove navigo in rete, non avete idea
di quanti luoghi lontanissimi da questo io visiti,
cittadelle arroccate ognuna sul proprio cocuzzolo a dominare
i poveri servi della gleba là sotto;
alternative le chiamano, altri stati d’ansia li chiamo io,
pronti a blaterare di un mondo e di un’umanità che semplicemente non esiste.
Io sono vivo, mi arrovello nell’illusione di leggere qualcosa di nuovo,
cerco l’uovo di Colombo ma trovo solo uova strapazzate o in camicia,
già cucinate
e così non capisco più nulla.
Trovo anche blog scritti benissimo i cui titolari sono, se fosse possibile,
ancora più insopportabili di me,
torno sulle pagine dei miei contatti storici…AGONIZZANO.
Beh farò anch’io la stessa fine contrariamente alla mia voglia di vivere
che cresce ogni giorno di più.
Pubblico il già scritto io, quello che scrissi quando ancora ci credevo;
lo faccio perché mi piace vederlo sulle pagine di questo monitor,
amo accarezzarlo nella speranza che una nuova musica o una nuova immagine
si poggino finalmente sull’idea intima che solo io possiedo
di ciò che ho composto

Un’idea viva e terribile

Nessun rimpianto, la vita soltanto e l’amore o l’idea di esso, il profumo che chiunque lo abbia provato non dimenticherà perchè è una necessità senza do ut des, senza formalismi, senza età…solo io e quell’idea viva e terribile.
Non voglio morire senza capire, senza alternative, senza altre possibilità che quella di schiantarmi sull’ennesima delusione. E’ stato così ed è stato, ma sarà anche stavolta per sempre: non ci sono altri interlocutori, non c’è bisogno di interpreti delicati e sensibili. Serve solo capirlo e dirlo, tutto il resto è banale analisi di ciò che è avvenuto
e che non si ripeterà mai più identico.

addio

Ho detto addio a molte cose negli ultimi 20 anni:
scioccamente sono rimasto in attesa di un nuovo che le sostituisse.
Vestito a festa, lustrato da capo a piedi,
fidando nel mio intuito e nella buona volontà comune.
Sto dando l’addio ad altre cose ancora,
il sogno interiore dal quale erano nate lo conservo dentro di me
come lo stampo intellettuale che comunque ho vissuto.
Ma L’ADDIO RIMANE, inequivocabile.
Sono giorni terribili,
passeranno dopo aver schiantato un certo numero di vite;
chi resterà potrà dimenticare (è sempre un buon sistema)
o imbastire un’illusione più articolata e duratura.
Scrivere su un blog ha le sue stagioni come la vita.
Vi sono momenti che nascono e crescono
in modo estraneo a quello che mostri di te in pubblico:
sono vite diverse e parallele,
righe che non hai scritto perchè non sapevi, non immaginavi, non riflettevi.
Però sono lì davanti a te e ti osservano,
forse ridono di te e attendono il tuo ennesimo tracollo.

E’ stato spesso un piacere

 

La stanza segreta è qui e adesso, è una storia iniziata
molto tempo fa.
E’ l’attimo in cui arrivi a quella comprensione che ti sfugge da sempre.
E’ un legame profondo, irrinunciabile, uno scrivere e pensare
da lontano
con una vicinanza intellettuale rara.
La stanza è un simulacro dell’illusione di poter condividere ma è anche
la definitiva sconfitta di un sogno leggero e invidiabile.
Era risaputo, era scontato che l’apertura della porta
avrebbe portato con sé
una sospensione infinita di questo spazio.
La preda si libererà dall’amo con uno strattone
e libererà finalmente anche me:
un segno di affetto profondo.
Io non ho rimpianti, stare qui mi è piaciuto davvero ,
condividere anche i disaccordi o le reprimende ancora di più.
Ma vi sono cose che non è possibile raccontare, forse solo intuire.

Grazie a tutti quelli che anche solo per un momento hanno posato lo sguardo qui
ricordatevi di me senza astio
amate la scrittura e la vita
uccidete le ideologie e i luoghi comuni.
Se attraverserete lo stretto e annuserete il senso della mia terra
io sarò lì
sarò ancora vivo.
Grazie, Enzo Riccobono